| STORIA |
Cronologia del Distaccamento Porto | |||||
dal 1940 ai giorni nostri | |||||
a cura del C.S. Erriu Antonio | |||||
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RICOSTRUZIONE CRONOLOGICA ED EVOLUZIONE DEL DISTACCAMENTO
PORTUALE DI CAGLIARI

Tutte le notizie riportate nella seguente ricostruzione provengono
sia da fonti ufficiali (Archivi Comando Prov.le V.V.F Cagliari)
sia da testimonianze del personale in quiescenza tutt’oggi in vita.
Il 13 maggio del 1940, la legge n° 690, completava quanto già disposto dalla n° 960 del 22 maggio del 1939 sull’organizzazione ed il funzionamento dei servizi antincendi nei porti.
L’articolo n° 2 della legge n° 690 provvide anzitutto a classificare i porti in tre categorie.
Stabilì inoltre che nei porti di 1° e 2° categoria dovessero costituirsi distaccamenti dei Corpi Provinciali dei Vigili del Fuoco, specialmente addestrati al servizio di prevenzione ed estinzione degli incendi a bordo delle navi.
Il Corpo Provinciale di Cagliari si attivò immediatamente per la costruzione della sede del distaccamento portuale e la formazione del personale.
Intanto, all’avvicinarsi della seconda guerra mondiale, i Vigili del Fuoco del Corpo Provinciale di Cagliari furono, al pari di tutti i loro colleghi, dichiarati mobilitati civili e sottoposti a una più intensa preparazione, specie in previsione d’incursioni aeree. Inoltre, poiché Cagliari, data la posizione geografica, fu ritenuta città esposta all’offesa nemica, il Ministero provvide a rinforzare i quadri con elementi di altri corpi.
Sino ad allora i Vigili del Fuoco erano sprovvisti di una sede portuale.
Il 05/01/42 venne finalmente rilasciata dalla Capitaneria di Porto di Cagliari la concessione di una zona demaniale marittima di mq. 58,74 presso P.za Deffenu dove poter edificare la casermetta.
In data 29/09/42 il Comando inoltra all’amministrazione Provinciale una richiesta di autorizzazione per la costruzione della casermetta.
Il progetto prevedeva la costruzione di due capannoni, aventi ciascuno la superficie 96 mq circa, da adibire rispettivamente a dormitorio ed autorimessa.
Il distaccamento fu fornito di tre imbarcazioni per l’espletamento del servizio antincendi in ambito portuale
Il motoscafo Venezia n° 793, il motoscafo pompa VF 5 e la Motobarca Jolanda.
Il Venezia arrivò da Venezia il 02/09/42 ed era fornito di motore Isotta Fraschini, dotato di motopompa Minimax e relativa attrezzatura antincendi e di protezione individuale.
L’imbarcazione era stata costruita per il trasporto di 20 uomini oltre l’attrezzatura antincendi in caricamento e raggiungeva una velocità massima di 15 K/h.
Lo scafo aveva una lunghezza di 14,80 m.,larghezza 2,70 m.,altezza 2,60 m., e la stazza di 5000 kg.
Il motoscafo VF 5 era fornito di motore Carraro
Il reclutamento del personale specialista prevedeva una prova pratica con le imbarcazioni in forza al distaccamento.
La maggior parte del personale addetto alla conduzione dei motoscafi e delle motobarche proveniva da corsi frequentati presso le scuole C.R.E.M. di Pola e di Napoli.
Successivamente venne istituita a Roma la Scuola Nautica dove il 23/01/43 prese il via il primo corso per padroni di barca e motoristi. Per il personale specialista era previsto un corso di perfezionamento presso Porto Marghera .
Il 26 ed il 28 febbraio del 1943 il porto di Cagliari subì dei violenti bombardamenti e le imbarcazioni all’ormeggio furono gravemente danneggiate.
Il 06/04/43 , in sostituzione della Motobarca Pompa VF 5 venne assegnata al Comando di Cagliari la VF 10 costruita nei cantieri navali Picchiotti di Civitavecchia .La stessa venne imbarcata dal porto di Livorno.
Nell’immediato dopoguerra , al Comando di Cagliari venne assegnata un’altra imbarcazione proveniente da Genova dopo il restauro effettuato per i danni subiti durante la guerra.
La VF 19 non era altro che una vecchia Moto Lancia utilizzata dalla Regia Marina in ambito portuale.
L’imbarcazione era dotata di un motore da 100 hp a benzina, lunghezza 12,40 m.,larghezza di 3,00 m. circa,stazza 7 t., velocità 10 nodi e un’autonomia di circa 13 0re.
Era inoltre dotata di motopompa tipo S.A.B. avente una portata di 3000 litri al minuto alla pressione di 8 atm.
Intanto, nell’immediato dopoguerra la casermetta venne spostata provvisoriamente nei locali del Genio Civile (Opere Marittime) ubicati tra la Società Elettrica Sarda e la via Campidano; La sede provvisoria era costituita da tre vani più i bagni. Le imbarcazioni allora erano ormeggiate presso il molo Darsena.
La distanza tra la sede di servizio e le l’ormeggio era eccessiva ed il personale i primi tempi era costretto ad effettuare turni di sorveglianza estenuanti sopra le imbarcazioni o nel tratto del molo antistante ed esposti alle intemperie.
Finalmente la Capitaneria di Porto di Cagliari, prese in considerazione le numerose richieste inoltrate dal Comando e concesse l’autorizzazione per la costruzione di un casotto in legno per ospitare il personale di servizio sulle imbarcazioni VF.
Gli ex magazzini dei Canottieri di Cagliari vennero adibiti ad officina e magazzino del distaccamento portuale.
Alla fine degli anni ’40 per i Vigili del Fuoco si attuò un’importante riforma: i Corpi Provinciali vennero soppressi e venne creato un Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, facente capo alla Direzione generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi.
Alla fine degli anni ’50 si prospetta un nuovo spostamento del distaccamento del porto, per il quale verranno assegnati dal Comando Militare Marittimo Autonomo, i locali dove attualmente trova sede il Gruppo N.U.L della Marina Militare (Navi.Uso.Locale).
Agli inizi degli anni ’60 il Distaccamento porto verrà trasferito nei locali sottostanti all’attuale Sanità Marittima, con ingresso antistante alla via Roma.
Finalmente, nel ’62 arrivò a Cagliari una nuova Motobarca pompa che andò ad affiancarsi alla VF 19.
La VF 43, costruita nei cantieri navali "La Campanella"di Genova, governata dal personale di Cagliari, compì l’attraversata in varie tappe trovando non poche difficoltà .
Infatti da testimonianze viventi risulta che in navigazione verso l’isola d’Elba, nel tratto di mare antistante alla cittadina di Viareggio, un guasto meccanico costrinse l’equipaggio a dirottare verso il porto di Livorno.
Il personale del Comando di Livorno diede il proprio contributo per il sollecito reperimento delle parti meccaniche da sostituire, permettendo alla MBP di riprendere il mare per l’isola d’Elba.
Nemmeno le Bocche di Bonifacio furono clementi nei confronti dell’equipaggio: infatti una forte tempesta, costrinse l’equipaggio a trovare rifugio nell’Isola di Caprera , per poi riprendere la navigazione alla volta di Cagliari non appena migliorarono le condizioni metereologiche.
Si concluse senza ulteriori difficoltà la navigazione sino al porto di Cagliari.
Nel settembre del 1962, l’arrivo a Cagliari della MBP 43, consentì la sostituzione del motore a benzina della VF 19 con uno nuovo del tipo Carraro N4 d/3 da 100 HP.
Nel 1966 alla MBP 43 vennero apportate delle modifiche per meglio ripartire i carichi e migliorare la stabilità dello scafo. Venne infatti applicata una falsa chiglia all’imbarcazione.
Alla fine degli anni ’60, venne dato in affidamento al Comando di Cagliari per il distaccamento Porto, il capannone adiacente all’attuale sede sottostante alla Sanità Marittima.
Il capannone, ex sede della Camera di Commercio, era infatti pericolante e presentava gravi lesioni, formatesi durante i lavori di palificazione per l’allargamento della banchina del molo Dogana.
Nel 1972, si effettuò il monitoraggio delle lesioni con inserimento di vetrini (biffe), per una costante verifica del dissesto statico in atto e la salvaguardia dell’incolumità del personale del distaccamento. Nel frattempo vennero eseguiti i lavori di consolidamento delle fondazioni del capannone che finalmente rassicurarono il Comando sull’incolumità del personale e sulla prospettiva di aver finalmente trovato una sede stabile per il distaccamento Portuale.
Il capannone nel tempo diventò, vista l’inadeguatezza dei locali della caserma centrale di via Sonnino, autorimessa per alcuni mezzi della Colonna Mobile Regionale.
Successivamente i locali del distaccamento ospitarono il laboratorio autorespiratori, il Laboratorio Radio, l’Ispettorato Regionale ed il Nucleo Sommozzatori.
Nel 1985, una decina di specialisti, si recò a Venezia, nei cantieri navali De POLI per prelevare la MBP 444. Nel cantiere il personale, vista la complessità degli impianti e delle apparecchiature elettroniche, frequentò un corso di due settimane prima di intraprendere la navigazione verso Cagliari.
Il viaggio non presentò grosse difficoltà anche grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli.
L’unica nota di riguardo sulla navigazione, fu l’attraversata da Palermo a Cagliari che fu caratterizzata, vista l’assenza tra il personale d’equipaggio di un Padrone d’altura abilitato oltre le 12 miglia, dalla scorta di una motovedetta della Capitaneria di Palermo sino alle acque interne della Sardegna. L’arrivo della motobarca VF 444 al porto di Cagliari portò una vera e propria ventata tecnologica ormai indispensabile per la gestione delle emergenze a mare sempre più incombenti sulla popolazione della città e della costa meridionale a causa del traffico marittimo di petroliere e gasiere di varia stazza in transito verso la raffineria della Saras (Sarroch).Inoltre, l’attivazione futura del porto canale avrebbe contribuito a far aumentare il traffico navale nel golfo di Cagliari con conseguenti rischi.
Nel 1991 il Ministero stanziò una grossa cifra da destinare alla ristrutturazione del distaccamento portuale che per vari motivi iniziò a metà degli anni ’90.
Per più di due anni il personale specialista fu dislocato nella centrale di v.le Marconi, ed ogni giorno due specialisti, un motorista ed un padrone di barca garantirono il servizio di sorveglianza della Motobarca e dei locali, utilizzando l’attuale centralino come sede di servizio.
Dopo varie peripezie di natura burocratica, finalmente il 01/07/1998, riaprì il distaccamento portuale, dove presero servizio 14 unità a sezione più un capo distaccamento.
Oltre al personale specialista, era previsto che il distaccamento diventasse sede staccata della centrale per una squadra di soccorso a terra. Per tale servizio venne assegnata un’Autopompa serbatoio Eurofire con relativa attrezzatura d’intervento ed un mezzo per gli interventi da effettuare nel centro storico della città.
Successivamente, nei locali del distaccamento, prese servizio il personale del Nucleo Sommozzatori di Cagliari con relativi automezzi e natanti da intervento. All’interno dei locali della sede portuale si attrezzò anche un sala compressori per il caricamento delle bombole d’aria dei sommozzatori, l’officina ed un’aula didattica.
Nei sessanta anni di storia del distaccamento portuale, dopo tante difficoltà e frequenti spostamenti da un locale all’altro, finalmente il personale del Comando di Cagliari può vantarsi di avere una sede di servizio portuale funzionale e confortevole.
Fatti e Cronologia a cura di
C.Sq. Erriu Antonio